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GIULIANO KOREN SI RACCONTA: LA MIA ESPERIENZA ALL’INSEGUIMENTO DELLA FERRARI

Giuliano Koren è un fotografo triestino che lavora da anni con The Official Ferrari Magazine (TOFM). Recentemente ha concluso un servizio fotografico in Sicilia per la Ferrari F8 Spider e dopo averci parlato della sua esperienza sul campo con la Canon R5, ci racconta i dietro alle quinte di uno shooting firmato Ferrari.

 

Ho incominciato a lavorare con TOFM qualche anno fa. Avevo già collaborato con la Photo Editor Tiziana Faraoni per L’Espresso, nel 2017 mi ha chiesto se fossi disponibile a realizzare un servizio fotografico per la Ferrari a Lugano. Lavoro per il magazine da allora e recentemente sono stato contattato per un servizio fotografico in Sicilia, un viaggio durato quattro giorni all’inseguimento di una Ferrari sulle strade della Targa Florio, una delle più antiche corse automobilistiche al mondo.

 

I servizi per TOFM non sono dei semplici shooting di prodotto, perché richiedono uno sforzo organizzativo enorme. Per lavori di questo tipo subentra una parte molto importante del lavoro che non deve essere mai sottovalutata: la produzione.

 

Quando si organizza uno shooting di più giorni in una zona che non si conosce, occorre trascorrere qualche giorno a cercare le location migliori e capire quali siano gli orari ottimali per scattare. Se si vuole portare a casa delle buone foto è importante che la produzione sia precisa e mai lasciata al caso. Oltre alla scelta delle location e degli orari, è importante che anche la logistica sia coordinata. Quando si fanno questi lavori il tempo è sempre un tuo nemico, non è mai abbastanza! Di conseguenza, la capacità di organizzare la giornata affinché tutte le persone e le attrezzature siano presenti nel luogo e all’ora dello scatto è fondamentale, perché ciò permette di avere più tempo da dedicare al vero e proprio shooting. È un grande lavoro di coordinazione per tutto il team.

 

Quando giunge il momento dello shooting, occorre saper far fronte a tutti gli imprevisti del caso, come maltempo, incidenti stradali, ed eventuali malfunzionamenti delle attrezzature.

Le tempistiche sono sempre molto strette e per riuscire a portare il lavoro a casa bisogna rimanere sempre molto attenti e concentrati. La puntualità è essenziale, altrimenti il programma rischia di saltare. Certi scatti ad esempio, non si possono anticipare o rimandare di molto, perché molto spesso le location scelte risaltano solo in determinate condizioni di luce. Nelle ore centrali della giornata il rischio di avere una luce piatta è altissimo, mentre di mattina la luce è più bassa e crea delle ombre che danno volume e arricchiscono la foto.

A proposito di svegliarsi presto la mattina per fare le foto: sulle tracce della Ferrari in Sicilia ci siamo alzati presto tutti i giorni, ma il tempo non ci è mai stato amico e abbiamo trovato pioggia quasi ogni mattina. Vi lascio immaginare il mio umore!

 

Di certo il set in Sicilia non è stato facile, forse uno dei più difficili della mia carriera. Ci sono stati molti imprevisti che abbiamo dovuto gestire in tempo reale e tante altre scelte che abbiamo cambiato strada facendo. Alla fine bisogna coniugare il desiderio di ottenere più scatti possibile con la necessità di passare velocemente a una nuova location.

Ovviamente non sempre le foto vengono come si vuole. Nel caso dello shooting della Ferrari in Sicilia ad esempio, è stato necessario far ripercorrere alla Ferrari lo stesso tratto di strada più volte e questo ha richiesto lo sforzo coordinato di molte persone. Le strade infatti, erano state chiuse dalla Polizia Municipale, mentre noi, tramite dei walkie talkie, davamo le indicazioni al pilota per rifare il pezzo di strada prescelto e catturare l’immagine desiderata. 

 

Nei set fotografici di questo tipo sono coinvolte sempre molte persone e durante lo shooting in Sicilia ce n’erano tredici. Oltre alla scorta in motocicletta, erano presenti i responsabili della produzione e del magazine: il location manager, il production manager, i due drivers (il pilota di F2 Marcus Armstrong e il collaudatore di Ferrari), più il team foto e video.

Nel nostro viaggio eravamo accompagnati anche da un responsabile della Ferrari e dal giornalista della rivista. Il nostro lavoro era quello di interpretare le loro indicazioni e cercare di offrire il punto di vista più vicino possibile alla loro idea.

Le foto per la rivista TOFM sono il più delle volte il racconto di un viaggio dell’automobile. In questi casi, come in un documentario, si cerca di raccontare i luoghi e le persone, oltre che la macchina. 

 

Molto spesso dunque, per raccontare al meglio i paesaggi della Sicilia abbiamo sfruttato il drone. Max Morelli, professionista di altissimo livello esperto di droni, faceva parte del team e con il suo drone seguiva l’automobile da varie angolazioni. Oltre a preparare i movimenti della macchina per i miei scatti, bisognava quindi pensare anche alle foto e ai video realizzati dall’alto tramite il drone. 

La collaborazione con Max Morelli va avanti da qualche anno, lavoriamo in sintonia e riusciamo a intenderci al volo. Lui gestisce i droni e si occupa delle riprese video. Quando deve realizzare una foto, io dirigo lo scatto fornendogli le indicazioni precise.

Per quanto riguarda gli obiettivi, in genere per questo tipo di lavori utilizzo delle focali fisse. Richiedono sicuramente più lavoro ma secondo me il risultato è decisamente migliore.

 

Ho appreso la mia tecnica fotografica presso l’ISIA (Istituto Superiore Industrie Artistiche) di Urbino e grazie all’Erasmus presso l’Università di Plymouth in Inghilterra ho approfondito gli studi sulla foto documentaristica, la stampa a colori e in bianco e nero. 

Dal 2008 sono diventato un libero professionista. Negli anni ho accresciuto e curato il mio parco clienti e mi sono specializzato nei ritratti, nella foto pubblicitaria, editoriale e commerciale. Per Nike ho seguito numerose campagne e ho avuto molte soddisfazioni personali fotografando diverse icone dello sport. Per realizzare dei buoni ritratti, oltre alla tecnica, è molto importante cercare di entrare in sintonia con il personaggio; tutto questo in pochi minuti, perché i set con questi personaggi hanno i minuti contati.

 

Nella mia esperienza ho anche imparato che ogni servizio porta con sé delle storie e degli insegnamenti. Qualche mese fa sono stato chiamato per realizzare delle foto per un importante marchio di occhiali. I soggetti erano Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi, piloti di F1.

In soli quindici minuti dovevamo realizzare foto e video di un nuovo paio di occhiali da vista/sole. L’idea era quella di fotografare i due uomini prima con un outfit casual con gli occhiali da vista, poi vestiti da piloti con gli occhiali da sole. In un quarto d’ora abbiamo dovuto scattare le foto dei soggetti, elaborare le immagini, proiettarle su un pannello LED che diventava così lo sfondo della seconda immagine e riscattare la foto dei soggetti vestiti da piloti con gli occhiali da sole.

In quei brevissimi quindici minuti abbiamo dovuto selezionare le immagini assieme agli art director e post-produrre gli scatti. 

In questi casi la tecnica appresa a scuola e l’esperienza sul campo aiuta a gestire in pochi attimi ogni difficoltà e a ottenere dei buoni risultati. È molto importante avere ottime capacità di problem-solving, perché alla fin fine un buon professionista deve essere in grado di portare a casa dei buoni risultati anche in condizioni difficili e in poco tempo. Inizialmente c’è molta gavetta da fare e la tecnica deve essere coltivata con impegno e dedizione, ma poi con l’esperienza si impara. 

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